Io non lavoro per metafore, ma per segni. Il mio non è un mistero sacro, caso mai un mistero profano.
Emilio Vedova

L'artista Emilio Vedova “ viveva” i suoi dipinti. Ogni pennellata era un colpo di nervi, un gesto selvaggio. Natura e carattere si fondevano, diventavano ritmo. Angoscia e lirismo, lucidità e pazzia. Di un finto pazzo, però, che in realtà era un genio. Nessuno più di lui ha attraversato le contraddizioni di un Novecento drammatico, doloroso ed esaltante. Il segno doveva raccontare la storia nel suo divenire, con la sua forza di sbarrare, protestare, ricominciare; un segno veemente che agisce, che scuote il tempo, che lo costringe a misurarsi con il presente.

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