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Contini Art Gallery

Stefano ContiniCon ognuno dei miei artisti ho un rapporto bellissimo, un feeling fatto di complicità, ho il piacere di respirare con loro le stesse emozioni...

Larraz, arte e ironia

Alla galleria Contini di Venezia le opere del pittore-scultore cubano

Mostra Venezia Julio LarrazTori e squali, leoni e belve sono metafora di un potere cinico e inarrestabile nella cultura romantica, ma nei dipinti di Julio Larraz, pittore cubano che da oggi espone alla Galleria Contini di Venezia, si innalzano a simbolo di denuncia della sopraffazione dell’uomo sull’uomo. Queste immagini bidimensionali, dal forte accento caricaturale e surrealista, mostrano il lato fragile e l’inconsistenza dell’autorità. La leggerezza del «ridicule » direbbero gli illuminati francesi: il sarcasmo e l’ironia sono il mezzo con cui Larraz combatte abusi ed eccessi del potere. Immagini dai toni accesi dove i soggetti rappresentati appaiono decentrati rispetto l’osservatore, che è invitato a guardare oltre e a sorridere criticamente, insieme al pittore, dei potenti. Libero da schemi politici e ideologie, Julio Larraz punta un soggetto e armato di pennello lo tratteggia in modo parodistico, a volte grottesco, svelandone vizi e fragilità.

Cuba, Stati Uniti, Italia, come è iniziata la sua storia di artista girovago? «Sono andato via da Cuba giovanissimo, non per problemi politici, ma mio padre aveva perso tutto e non avevamo più niente per vivere. Così ci siamo trasferiti prima a Miami e poi a New York. Ma anche qui le cose non andavano bene, non avevo denaro per studiare ma volevo dipingere a tutti costi. Ho imparato tutto da solo, sono un autodidatta ».

Un esordio da caricaturista con ottimi risultati, quando nasce il Larraz pittore? «Ho lavorato per il NewYork times, il Washington Post, il Times Magazine e altre importanti testate statunitensi ma ho sempre sentito di essere pittore, fin da quando, da piccolo, vidi tra i libri di mio padre i dipinti di Caravaggio. A Cuba mio padre aveva una biblioteca di 25.000 libri, che alla nostra partenza fu data alle fiamme, mami ha offerto l’occasione di accostarmi a Diego Velazquez ed Edgar Degas. E ammiro tantissimo Toulose Lautrec, nelle sue opere c’è molto più di ciò che vedi».

Nei suoi quadri si rivedono temi di Diego Rivera, con cui pare condividere non solo il sangue latino... «Più di lui contemplo sua moglie Frida Kahlo, aveva un mondo interiore che ardeva: le malattie e il suo dolore Lui era completamente estraneo a tutto questo. Cercava solo la gloria. Io dipingo ciò che mi interessa, né per la critica né per il pubblico. Un artista deve essere autentico, svelare e denunciare al mondo la verità e le ingiustizie. Il dovere di ogni pittore è informare».

Immagini di belve, caricature di personaggi e icone del potere: che valore hanno questi simboli nella sua pittura? «La mia pittura esprime l’indignazione per gli abusi dei potenti, il loro lato grottesco e la loro egolatria. Pensano esclusivamente a loro stessi dimenticando gli altri. Non tollero le dittature di destra e di sinistra, la guerra e il militarismo, e dipingendone i simboli me ne libero. Mi libero delle mie paure. Ha vissuto diversi anni a Firenze e torna volentieri a Venezia »

Quale è il suo legame con il Veneto? «A Firenze grazie ad alcuni amici ho conosciuto Stefano Contini e ho sperimentato la scultura. A Venezia sono arrivato la prima volta nel 1976 e da allora ogni volta che torno, mi pare di essere in una favola».

La mostra di Julio Larraz resterà aperta al pubblico fino al 28 Febbraio 2011 alla Galleria Contini di Venezia (San Marco 2765, Calle dello Spezier). «Ho profonda stima di Julio, uno tra i più importanti artisti oltreoceano accanto a Botero, e ammiro la forza della sua pittura», fa notare Stefano Contini, titolare della galleria. «E’ un artista straordinario che riflette in sé la luce dei popoli mediterranei. La sua forza sta nel sapersi continuamente rinnovare e rendere ogni suo quadro una scoperta ».

Fonte: Andrea M. Campo - Corriere del Veneto del 05 giugno 2010

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