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Fabio Aguzzi nasce a Milano nel 1953. La vocazione alla pittura si rivela, per Aguzzi, fin da quando era bambino; con l'approvazione del padre espone i primi quadri di paesaggio in un bar di Pavia, ritrovo di pittori locali. Dalla pittura di paesaggio, l'artista passò alle nature morte, ad una serie di ritratti e autoritratti. Fabio nel retrobottega del bar di Vidigulfo dipinge sotto lo sguardo critico dei pittori più esperti. La strada è ormai segnata, ci sono il liceo artistico e l'Accademia di Brera. Frequenta le lezioni di scultura con Alik cavaliere e la pittura con Vincenzo Ferrari. Diventa l'assistente di Annibale Biglione. Negli anni settanta diventa insegnante e pittore. Arrivano le prime mostre. I suoi quadri si ispirano al surrealismo, passando attraverso l'iperrealismo americano. Ci sono i paesaggi lombardi, le nature morte, una serie di ritratti e autoritratti che lo pongono all'attenzione del pubblico. Dal 1991 l'artista lavora per le gallerie Contini di Venezia e Cortina d'Ampezzo. La luce veneziana diventa l'oggetto della sua ricerca. "Il tema del mio lavoro è la luce; il soggetto mi interessa, lo sviscero fino in fondo ma è anche un pretesto per usare la luce, per fare la pittura". |
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