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Manolo Valdés nasce a Valencia l’8 marzo 1942. Comincia la sua formazione nel 1957 entrando nell’Istituto di Belle Arti di San Carlo nella sua città natale. Due anni dopo lascia questa scuola per seguire i propri passi. In questa prima fase i suoi lavori sono principalmente figurativi e inserisce già l’uso dei materiali e dei tessuti come elementi della composizione, sicuramente influenzato dall’informale. Nel 1962 presenta all’Esposizione Nazionale di Belle Arti l’opera “Barca” (Collezione del Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía), nella quale si disvelano quelli che saranno gli elementi costanti della sua pittura: il tema figurativo e l’uso informale della materia. Alla fine del 1964 partecipa alla creazione del gruppo valenciano “Estampa popular”, insieme a J. Marí, Rafael Martí, Carlos Mensa, Ana Peters, Rafael Solbes y Juan Antonio Toledo, appoggiato dal critico Tomás Llorens. Estampa popular si distingueva per l’uso delle immagini pubblicitarie, i prezzi popolari, l’utilizzo delle incisioni come supporto e una tematica basata sulla vita valensiana. Dopo quattro esposizioni individuali il gruppo si scioglie. Nel 1965, Valdés partecipa, insieme a Solbes e a Toledo, al XVI Salone della Giovane Pittura di Parigi, ottenendo un grande successo di critica. Nasce così l’Equipo Crónica, che si differenzierà dal gruppo precedente per il prevalente utilizzo della pittura e l’uso di una tematica più ampia, impersonale e fortemente influenzata dal movimento Pop. Manolo Valdés comincia, nel 1983, a imporsi nell’ambito della grafica e riceve il Premio Nazionale delle Arti Plastiche per l’ insieme delle sue opere. Nel 1986 viene invitato a partecipare alla Biennale del Festival Internazionale di Arti Plastiche di Bagdad, dove ottiene la Medaglia d’Oro. A partire dal 1992, nonostante continui a dipingere, concentra il suo interesse nella scultura del legno. Crea tavoli sui quali giacciono libri, vasi greci e lampade. Per la realizzazione di queste opere l’artista ha bisogno di molto spazio, per questo sposta il suo studio in un vecchio laboratorio di fotografia all’interno di un edificio industriale di New York. In pittura realizza opere di grande forza: Dama con acconciatura bianca, Giovane con cappello ocra, Botticelli come pretesto, incentrate sui turbanti o sulle pettinature che coprono anche lo stesso viso. Nel 1993 la sua pittura si concentra sulle nature morte. Nel 1994 gli oggetti del quotidiano cominciano a entrare nelle sue opere. Nell’anno 2000 Valdes ritorna in Spagna e alterna i suoi soggiorni tra New York e Madrid. Tra i suoi ultimi incarichi bisogna segnalare la realizzazione di un insieme di sculture per il Terminal 4 dell’Aeroporto Internazionale di Madrid – Barajas intitolato Las Damas de Barajas, Le Dame di Barajas sui volti delle quali si riflettono frammenti di testi di Mario Vargas Llosa concepiti specificatamente per quest’opera. Il 27 di luglio del 2006 si inaugura la sua prima esposizione nel Museo Reina Sofia, nella quale si riuniscono i lavori dei suoi ultimi venticinque anni. |
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