Alla galleria Contini di Venezia l'esposizione collettiva Omaggio agli artisti
Picasso diceva 'sono fuori dalla storia per essere nella storia'. Per il gallerista Stefano Contini accade qualcosa di simile con i suoi artisti: respira con loro, vivendo le loro creazioni in una sorta di immersione emotiva, dal 'guizzo' del principio fino al compimento dell'opera. "Con ognuno dei miei artisti ho un rapporto bellissimo, un feeling fatto di complicità, ho il piacere di respirare con loro le stesse emozioni", racconta chiarendo in premessa che, "quando si fa un lavoro che ci piace, questo è un dono bello che la vita ci riserva e quindi per me è importante coltivare il piacere di stare con i miei artisti, a volte andiamo anche in vacanza insieme". Questo "feeling" è infatti così significativo da divenire il fil rouge della mostra 'Omaggio agli artisti' con la quale il mercante, toscano di nascita e veneto d'adozione, inaugura i nuovi e prestigiosi spazi espositivi, ampliati e ristrutturati, di Palazzo Pestrin il 28 maggio 2011 nella Calle Larga XXII Marzo.
Una mostra che avrà luogo nella sede della galleria, ora divenuta un vero e proprio 'palazzo scultura' grazie ad una video-installazione di Fabrizio Plessi che impreziosce tutte le finestre della facciata con una simulazione di cascate d'acqua, mentre all'interno dell'edificio, in un camminamento al quarto piano, un'altra video-installazione posizionata a terra darà al visitatore la sensazione di camminare su un pavimento d'acqua virtuale. "Al di là di quello che verrà esposto e che ritengo naturalmente di grande valore - dice il gallerista - il fenomeno è che il palazzo stesso diventa scultura".
Come suggerisce il titolo, la mostra è pensata per essere un tributo agli artisti che da sempre caratterizzano l'attività della galleria, rendendola una delle sedi più rinomate nel panorama dell'Arte Contemporanea in Italia e all'estero, e un riferimento fondamentale per la città di Venezia. "Questa mostra - dice Contini - è il lungo viaggio percorso e da percorrere in compagnia di amici creativi. Io - spiega - non ho mai seguito nessun flusso merceologico, ho sempre agito da solo contro tutti e contro le logiche di mercato. Nel 1980 quando Zoran Music non lo voleva nessuno, io ho fatto incetta dei suoi quadri. Tutti i mercanti italiani dicevano che a Venezia c'era un pazzo che comprava a tutti i prezzi i suoi quadri, beh, ero io".
Distribuite sui quattro piani del palazzo, le opere proposte rappresenteranno una selezione delle creazioni più significative di ciascun artista. In primo luogo devono essere ricordati maestri di respiro internazionale quali il colombiano Fernando Botero, con la sua personale interpretazione di una realtà caleidoscopica e generosa, espressione della più vivida gioia di vivere; il cubano Julio Larraz, il cui realismo narrativo indaga il tema del potere nelle sue molteplici forme, giocando ironicamente con vivaci e penetranti allegorie. Non mancano il polacco Igor Mitoraj, che traduce nel linguaggio assolutamente moderno delle sue sculture la suggestione del reperto e del mito, ispirandosi ai valori simbolici di una classicità frammentata; il veneziano Fabrizio Plessi, per il quale il video diventa un mezzo ideale per riprodurre elementi primordiali come acqua e fuoco all'interno di poetiche metafore, e la greca Sophia Vari, che, con uno stile versatile ed eclettico, fonde nelle sue opere il fascino ancestrale dell'arte delle antiche civiltà con la sensualità del barocco.
Accanto a questi artisti, grande rilievo avranno anche le opere di alcuni protagonisti del '900 che hanno lavorato con la Galleria Contini, come Giuseppe Cesetti; Virgilio Guidi e Anton Zoran Music. Naturalmente saranno proposti alcuni artisti italiani emergenti che la Galleria in questi anni ha apprezzato e promosso tra cui Mario Arlati, Enrico Ghinato, Giovanni Soccol ed Enzo Fiore che applica una tecnica unica al mondo. "Le sue opere - fa notare Contini - sono realizzate con materiali naturali come terra, radici, pietre, resina e insetti. Fiore fa rivivere così ciò che non ha più vita".
"Fare il mercante d'arte - spiega Contini - è un lavoro un po' sui generis e un po' poliedrico. Mentre l'artista deve creare e per far questo predilige spesso una sorta di isolamento, il mercante deve stare sempre in contatto con il mondo esterno. Questa professione, oggi più che mai, deve essere fatta in maniera personale perché la storia dell'arte contemporanea ha dimostrato che, diversamente e cioè mettendosi in collegialità, si rischia di creare delle mode e non dei talenti. E, invece, una cosa sono le mode, altra cosa è la storia dell'arte".
"Per riflettere su questo - argomenta il gallerista - basta pensare che oggi certi artisti contemporanei toccano punte di milioni e milioni di euro e poi, di contro, un Tintoretto o un Caravaggio costano 100 volte meno. Non c'è, in sostanza, una valutazione storico-culturale, ma c'è la logica del mercato. Io, pur guardando con attenzione tutto, sono piuttosto distante da questa realtà della moda che, servendosi della macchina della comunicazione, vive di desideri di acquisizione 'creati', dietro ai quali non c'è un supporto storico e culturale tale da garantire una determinata valutazione storica. Sono, insomma, speculazioni momentanee".
"Siccome il mondo dell'arte è una vera e propria borsa - ragiona - vi si muovono attorno grandi interessi ed è molto facile trovarsi ad acquistare nel momento in cui un artista è all'apice, per poi ritrovarsi con un'opera deprezzata della metà nel giro di soli sei mesi". Detto questo, però, Contini non condivide chi entra in una Galleria d'arte per fare un investimento: "A chi viene da me con questo intento, io dico subito, con chiarezza, che nella galleria si investe nel proprio spirito, perché al di là del valore, c'è innanzitutto l'opera e il piacere che procura".
"Il gallerista va considerato come un avvocato o un dentista o un commercialista di fiducia - rileva infine Contini- Chi entra nel mondo dell'arte deve vedere il mercante come persona di fiducia fino a prova contraria. Se il gallerista è una persona illuminata ed ha il senso dell'arte, il collezionsita che lo ha seguito nel tempo si troverà ad aver messo insieme una collezione di qualità". Il che significa, avere quadri che "non sono invecchiati e avere dalla propria il chiaro riscontro del mercato".
Fonte: ADNKRONOS - Venezia, 16 maggio 2011





